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Zr. Angela legt haar eerste professie af

geloften van armoede, zuiverheid en gehoorzaamheid

Overweging Preek - gepubliceerd: zondag, 20 juli 2014 - 1355 woorden
v.l.n.r. Zr. Angela, Abdis Elisabetta van het Italiaans moederklooster en Mr. Diletta, priorin van Aalsmeer
v.l.n.r. Zr. Angela, Abdis Elisabetta van het Italiaans moederklooster en Mr. Diletta, priorin van Aalsmeer

Voor de tweede keer vond dit jaar een professie­feest plaats in het klooster "Maria, tempel van de heilige Geest"van de zusters Bene­dic­ti­nessen in Aalsmeer. Nadat eerder een zuster eeuwige geloften had afgelegd, was dit keer de beurt aan zuster Angela om haar tij­de­lijke geloften af te leggen (in het najaar is nog een derde professie­feest voor­zien). Zij deed dat in han­den van moeder Elisabetta, abdis van het moeder­kloos­ter van waaruit de stich­ting in Aalsmeer is gedaan. Zr. Angela is afkoms­tig uit Loreto in Italië en er waren fami­lie­le­den en vrien­den en broeders en zusters van haar Neo­ca­te­chu­me­nale ge­meen­schap uit Loreto geko­men om de vie­ring mee te maken. De professie­vie­ring was warm in meer opzichten: de en­thou­siaste zusters, de vurige zang en de be­trok­ken­heid van de gelo­vi­gen en de over­tui­ging en ontroe­ring bij zuster Angela doregen ertoe bij om alles tot een geloofs­feest te maken. Daarbij heb ik menig zweetdruppeltje gelaten, want ook de temperaturen in de Karmel­kerk van Aalsmeer liepen hoog op...

Bij deze gelegen­heid heb ik de volgende homilie in het Ita­li­aans en in het Neder­lands gehou­den (de tekst zelf had ik in het Ita­li­aans voor­be­reid, dus minstens voorlopig moet u het daar even mee doen...).

OMELIA PER LA PROFESSIONE RELIGIOSA TEMPORANEA

Nel Monastero delle Benedettine ‘Maria, Tempio dello Spirito Santo’ ad Aalsmeer.

Cara suor Angela, consorelle, famigliari, fra­telli e tutti i presenti,

È con grande gioia che accogliamo oggi la pro­fes­sio­ne religiosa con l’emissione del voto temporaneo di povertà, castità e ubbidienza di suor Angela. Ringraziamo il Signore per tutti i suoi doni e oggi in modo particolare per questa festa e per tutte le grazie concesse a questo nuovo monastero ‘Maria, tempio dello Spirito Santo’ nei mesi passati. Nonostante le difficoltà che c’erano e ci saranno, possiamo affermare con fede e fiducia: il Signore ha benedetto questa iniziativa, questo luogo di contemplazione, di testimonio e preghiera per la nuova evangelizzazione. L’Ospitalità fa parte del vostro carisma, carissime monache, e sono molto grato che il buon Dio vi ha dato occasione di incontrare e accogliere molte persone.

Ogni persona è in cerca di qualcosa o qualcuno che possa soddisfare i bisogni più profondi della sua anima. E spero che molte persone trovino qui da voi quell’oasi dove possano incontrare la vera pace nell’unione con Dio.

Perché consacrare la tua vita al Signore nostro Dio? Perché entrare in un monastero e metterti da parte, fuori del mondo? Agli occhi del mondo suscita curiosità; sembra che butta via la sua vita chi vive una vita religiosa monastica, separata dal mondo, senza marito, senza rapporti intimi, senza una famiglia con bambini, senza carriera eccetera. La sorpresa per chi visita il monastero o comunque incontra le monache è che queste monache appaiono felici, gioiose, piene di entusiasmo e in pace, benché anche loro, natural­mente, sono esseri umani normali con le loro sofferenze, i contrattempi, le loro battaglie....
Ma come mai è possibile vivere così e prendere un tale impegno per tutta la vita? Rende felice ed è vera­mente bella una vita dedicata a Dio, consacrata al Signore mediante i consigli evangelici di povertà, di castità e di ubbidienza?

I tre consigli evangelici sono proprio il contrario di quanto ci sugge­riscono tutti: sarai felici essendo libero, indipen­dente, senza povertà, senza castità e senza ubbidienza. Ma questo non è vero! Una famiglia aperta alla vita, dove c’è amore e dove si vive con fede la precarietà della vita, è molto più felice!

Ogni vocazione, vissuta come un dono di se stesso, vissuta con amore, è bella e rende felice. Bisogna solo scoprire la propria vocazione e viverla bene, con fede.

I grandi autori spirituali hanno definito la pro­fes­sio­ne religiosa ‘un secondo battesimo’. Nel battesimo tutti noi siamo già messi sotto la protezione Divina, siamo già redenti e destinati alla felicità e la vita eterna come figli di Dio. La nostra prospettiva non è più la morte, ma la vita! La nostra non è una vita che passa, ma una vita che dura, che si allarga, che si rinnova... La vita terrena diventa un preludio a una vita migliore, celeste, eterna.

Così, la vita religiosa è una nuova consacrazione a Dio e una chiamata a vivere questa nuova vita già ora, ogni giorno. Cara suor Angela, Gesù è il tuo sposo, le consorelle la tua famiglia, tu sei una madre per tutta la Chiesa perché la tua vita religiosa è destinata ad essere feconda e dar vita; tutta l’umanità per cui preghi e che offri alla misericordia di Dio Padre, fa parte della tua vocazione e vivendo così, sei segno di quel mondo dove non si sposa più, dove Dio è tutto in tutti. La vita religiosa non è una cosa per te, ma un dono per tutta la Chiesa, per tutta l’umanità.

Forse qualcuno potrebbe pensare: questo voto di oggi è temporaneo ancora, suor Angela può ancora scappare. E certo, i voti saranno rinnovati e la pro­fes­sio­ne perpetua rende il legame della religiosa definitiva. La preparazione continua e si approfondisce.
Ma non è cosa temporanea per chi pronunzia il voto, perché l’amore non è mai temporaneo e la pro­fes­sio­ne è un atto di amore. L’amore è unico, esclusivo, totale, perché alla fine è il dono di se stessi. Dio ti ha scelto e questa scelta è un atto di amore. Se la scelta di Dio è amore, la ris­posta a tale scelta sarà una ris­posta d’amore, in un dono di sé che permette di appartenere a Dio solo. Questa ris­posta non è possibile che in Gesù Cristo, per Lui, con Lui e come Lui. La ris­posta di Gesù culmina nel suo sacrificio, il mistero Pasquale – croce e risurrezione, la nostra redenzione - che ci ricorda com’è fecondo quel dono d’amore. E perciò celebriamo questa pro­fes­sio­ne religiosa nell’Euca­ristia, celebrazione del mistero Pasquale, del dono d’amore, il dono di sé di Gesù Cristo.

Ogni atto di amore è sempre un atto di fiducia, un salto nel buio in un certo senso, ma con la fiducia che qualcuno ti ama da sempre, che Dio è fedele; fai come un bambino che si getta con fiducia nelle braccia del papà.

Il carattere temporaneo del voto vuol esprimere la convinzione che ancora sei in formazione, che desideri rispondere alla chiamata del Signore sempre meglio e seguirlo e renderti pronta ad essere una sua vera discepola, aperta ai disegni di Dio per la tua vita.

Nel vangelo di questa domenica Gesù espone una parabola sul buon seme e la zizzania. Il seme buono sono i figli del regno di Dio, tutti gli uomini di buona volontà, che vogliono servire Dio. La zizzania sono i figli del maligno, il male nel mondo. Quando si vedono la società e il mondo di oggi, è chiaro che la zizzania è abbondante. Quando però incontriamo le persone, vediamo, riusciamo a vedere, anche molto buon seme.
Nel vangelo di oggi il Signore cerca di spiegare un po’ perché tollera tutto il male del mondo. È la pazienza del Signore, che non vuol togliere la zizzania per non sradicare anche il buon grano. Possiamo crescere e maturare, tutti possono crescere e maturare, dove c’è vita, c’è speranza!
Così il Signore è paziente con tutti noi, ci invita a un cammino per renderci veri discepoli del Suo Figlio. Ci invita a essere pazienti anche noi e di non stancarci mai nel bene.

Suor Angela, oggi chiediamo per te la grazia di poter seguire Gesù Cristo in modo più perfetto, la grazia di poter essere ‘buon seme’ sul campo di questo mondo e di avere fede sempre, che il tuo testimonio porterà frutti, con la grazia di Dio!

Amen.

Terug