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L’esclusione è un pericolo...

Prima domenica dell’Avvento

overweging_preek - gepubliceerd: maandag, 30 november 2015
Paus Paulus VI, beeld in kathedraal van Brescia
Paus Paulus VI, beeld in kathedraal van Brescia

La sera della prima domenica dell’Avvento ho celebrato la S. Messa con i fedeli della Missione Cattolica Italiana a l’Aja. L’Omelia si trova qui sotto. Op de eerste zondag van de Advent heb ik de heilige Mis gevierd met de gelovigen van de Italiaanse Katholieke Missie in Den Haag in de kerk aan het Bloklandenplein (On­be­vlekt Hart van Maria). Op verschillende plaatsen wordt een Italiaans Mis gevierd, in het bisdom Haarlem-Amsterdam vindt die zondags om 12.00 uur plaats in de O.L. Vrouwekerk aan de Keizersgracht in Amsterdam. Zie:

Omelia

Eventi paurosi

Cari fratelli e sorelle,

Abbiamo ascoltato il vangelo secondo Luca
con l’annunzio di Gesù ai suoi discepoli
di angoscie, di ansie, di paura
e orribili fenomeni naturali.
Un vangelo tremendo
e allo stesso tempo un vangelo molto attuale!
Perchè il tempo di oggi è pieno
di ansie e angoscie
di eventi paurosi,
molti dei quali sono legati
al terrorismo internazionale,
alle guerre che ne derivano
ed alle ondate di profughi,
in cerca di sicurezza, di un futuro.
Quali sono le radici di questi eventi?
Ci sarebbero molte cose da dire....,
ma alla fine questi eventi derivano pure
da una mancanza
di fratellanza e vicinanza tra gli uomini.

L'Esclusione

A Parigi e a Bruxelles
i terroristi abitavano in certi quartieri della città,
i quartieri più poveri e abbandonati,
senza un tessuto sociale ‘normale’,
senza relazioni frequenti con altre persone,
un quartiere chiuso in se stesso, nel proprio gruppo.
Questo è pericoloso.
Al riguardo papa Francesco ha scritto
nell’Enciclica Laudato sì:
“E’ provato ... che l’estrema penuria
che si vive in alcuni ambienti
privi di armonia, ampiezza e possibilità d’integrazione,
facilita il sorgere di comportamenti disumani
e la manipolazione delle persone
da parte di organizzazioni criminali” (n. 149).

Spesso le persone che non si conoscono
vengono giudicate ‘da fuori’;
questi giudizi normalmente
sono i più duri;
ma per pronunziarsi
bisogna capire
e per capire le persone
bisogna conoscerle bene.

Ed è quello che capita anche nel mondo globale:
i poveri desiderano di far parte del nostro mondo
e si sentono esclusi.
Quell’esclusione però è un pericolo,
crea un mondo diviso.
Il beato papa Paolo VI già ne ha parlato chiaramente
nell’Enciclica Populorum Progressio:
“Si tratta - dice il papa -
di costruire un mondo,
in cui ogni uomo,
senza esclusioni di razza, di religione, di nazionalità,
possa vivere una vita pienamente umana,
(...) un mondo dove la libertà non sia una parola vana
e dove il povero Lazzaro possa assidersi
alla stessa mensa del ricco” (Populorum Progressio, n. 47).

Il desiderio di ogni uomo

Ogni uomo desidera essere accettato, amato, stimato,
non giudicato ‘da fuori’
ma capito da qualcuno che lo ama.
Gesù fa così,
il nostro Salvatore ci conosce e ci ama
nonostante tutto.
Nel vangelo di Giovanni (Gv. 10, 11 vv.)
Gesù dice: “Io sono il buon pastore,
conosco le mie pecore
e le mie pecore conoscono me,
come il Padre conosce me
e io conosco il Padre;
e offro la vita per le pecore”.
Da queste parole si vede
che Gesù ci conosce
non con una conoscenza da lontano
o con una cognizione intellettuale,
ma ci conosce profondamente
e con il desiderio
di darci tutto:
ci offre la Sua vita.

Segni

Certamente, gli eventi delle ultime settimane
sono ragioni per preoccuparsi.
Molte persone sentono l’ansia e l’angoscia
di cui parla il vangelo.
Ma il vangelo ci invita
a vedere tutto questo come segni,
segni dell’imminenza della venuta
del Figlio dell’uomo:
“Alzatevi e levate il capo,
perché la vostra liberazione
è vicina”.
Il che vuol dire
che gli eventi orribili
delle ultime settimane
devono diventare occasione
per un rinnovamento e un approfondimento
della nostra fede, fiducia e relazione con Cristo.
In questa prima domenica di Avvento
in mezzo delle vicende difficili
che creano ansia ed angoscia,
siamo invitati noi
a vegliare e pregare
ed a levare il capo
per vedere sempre più chiaro
che il Signore è Re
dell’universo, della storia,
di tutto e di tutti,
che tutto è nelle Sue mani.
Si, questo è il grande invito
di questo tempo di Avvvento:
alziamo il capo con fiducia,
guardiamo oltre le travagliate vicende di questo mondo,
aspettiamo la venuta di Cristo.
E se vediamo Cristo,
venuto per tutti gli uomini,
offrendo la Sua vita per tutti,
ci sentiamo invitati
a collaborare anche noi
a quel progetto divino:
un mondo
nel quale siamo tutti fratelli,
dove carità non è una parola vuota.

Amen.

Terug